Cosa vi siete persi

12 GEN 20
Ultimo aggiornamento: 00:07 | 13 GEN 20
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Il viadotto è una chimera
“Non c’è pace per il viadotto Himera sull’autostrada A19 Palermo-Catania. Il ponte, crollato oltre cinque anni fa, non è ancora stato ricostruito. E, viste le ultime notizie, appare ancora più lontana una sua riapertura. Sulla vicenda ha tuonato l’assessore regionale siciliano alle infrastrutture Marco Falcone. […] Il ritardo sulla consegna dei lavori e quindi del nuovo viadotto si allunga giorno dopo giorno. L’opera doveva essere consegnata, secondo il cronoprogramma stilato da Anas lo scorso settembre. Poi la nuova data di consegna, indicata come 30 aprile 2020. Nel frattempo, come è accaduto per il ponte Morandi di Genova, è stata chiesta la nomina di un commissario ad acta. La consegna dei lavori, infatti, appare in realtà una chimera, visti i poco più di tre mesi che rimangono. E basta farsi una passeggiata all’interno del cantiere per verificare con i propri occhi che i lavori sono molto indietro. Insomma la telenovela prosegue. Dopo il crollo del viadotto era stato annunciato che il ponte sarebbe stato ricostruito in 16 mesi. Di mesi ne sono passati 57, quasi 5 anni. Eppure i materiali per la costruzione del viadotto sono arrivati e il montaggio è stato affidato all’impresa di costruzioni metalliche Icm&Eng di Agrigento”.
Giorgio Vaiana, “Viadotto Himera senza pace: nuovo rinvio per la consegna dei lavori”, il Giornale, 10 gennaio
Sostegno consuntivo
“Luigi Di Maio non ha il nostro preventivo sostegno e nemmeno un nostro acritico apprezzamento. Non lo conosciamo e non abbiamo mai discusso con lui. Dubitiamo anche che sia stato opportuno ricoprire l’incarico di ministro degli Esteri, sia per l’inesperienza passata, ma soprattutto per il fatto di ricoprire già quello di capo politico del M5s. Ma il susseguirsi di attacchi contro di lui, la derisione costante e la tiritera che vorrebbe l’Italia ormai fuori dalla grande politica internazionale per colpa del leader pentastellato è divenuta insopportabile”.
Salvatore Cannavò, “Su Di Maio un inutile gioco al massacro”, il Fatto quotidiano, 9 gennaio
Ulivo e manganello
“Dopo lunga e faticosa elaborazione, il ministro Di Maio è salito al seguente sofisticato concetto: siamo contro la guerra e per il dialogo. Con chi dialogherà, e in quale lingua, sono questioni che attengono al lato esoterico di questo governo (e del precedente), mentre sul versante più quotidiano rimane irrisolta la stravaganza secondo la quale questo governo (come il precedente) è armato fino ai denti in nome della sicurezza – niente sbarchi, decreti termonucleari, legittima difesa in ogni tinello, aumenti di pena per chiunque turbi la quiete o l’incolumità pubbliche, e nonostante tutti i reati siano in calo (ma è sconsigliato dirlo per non urtare gli ‘italiani’, la cui percezione prevale sulle statistiche e le sovverte) – e intanto sventola ramoscelli d’ulivo al pianeta, in paciosa docilità, e sempre in nome della sicurezza”.
Mattia Feltri, “Bandiera bianca”, la Stampa, 7 gennaio
Palmiro Salvini
E’ il Sanremo del test del dna politico. Quello sugli ospiti è un classico, per quello sui testi delle canzoni bisogna attendere gli ascolti, l’edizione 70 introduce quello sui cantanti in gara. E’ stato sufficiente l’annuncio del cast su Rai1 da parte di Amadeus in versione Befana, per scatenare sui social i commenti contro Rita Pavone (e, di striscio, Anastasio nonostante nei giorni scorsi abbia criticato duramente Salvini) per le sue prese di posizione sovraniste via Twitter: il rilancio di fake news contro gli immigrati in occasione dell’attentato terroristico a Barcellona, la gaffe (compresa di scuse) su Greta Thunberg definita ‘personaggio da film horror’, l’invito ai Pearl Jam a farsi i fatti loro durante i concerti e a non intervenire sul tema dei porti chiusi.Il Giamburrasca dei social ha già deciso come rispondere? “All’inizio del mio rapporto con i social non capivo perché i miei colleghi non prendessero posizione su questioni importanti. Ora ci sono arrivata: sono più dritti di me. Esprimi un’opinione semplice e ti vengono addosso. Ho preso atto di quello che succedeva e ho smesso di scrivere. Metto foto di cani, fiori, tramonti… E ho anche smesso di leggere. Sono diventata come le scimmiette: non vedo, non sento, non parlo”.Allora si è persa la sua difesa da parte di Matteo Salvini: “La sinistra ha scoperto un nuovo nemico del popolo…”. “Gli dico grazie. Come ringraziavo Palmiro Togliatti che parlava bene di me a tutti”.
Rita Pavone, intervista al Corriere della Sera, 8 gennaio
Give Twitter a chance
“Ora che la terza guerra mondiale sembra di nuovo scampata, qualcuno inizia a dire che è stato anche per merito di Twitter se alla fine Stati Uniti e Iran si sono fermati. La questione ovviamente è molto più complessa, ma certo la crisi nel giro di poche ore ha dimostrato in maniera lampante come sia cambiata la diplomazia al tempo dei social media. Subito dopo l’attacco missilistico dell’altra notte il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif in un inglese perfetto (ha studiato a Denver) ha detto al mondo tre cose in meno di 280 caratteri”.
Riccardo Luna, “Grazie a Twitter evitata la terza guerra mondiale”, la Repubblica, 9 gennaio 2020